Cartilagine: lesioni e cura senza protesi

lesioni cartilagineLa #cartilagine un tessuto delicato tessuto che ricopre le nostra ossa. Delicato perché è un tessuto non vascolarizzato, ricco d’acqua, la cui densità varia a seconda della presenza di acido jaluronico e di altri gligosamminoglicani che i condrociti (le cellule produttrici) generano, depositano e metabolizzano. Le sue caratteristiche istologiche e biomeccaniche variano da articolazione ad articolazione: quella del ginocchio è diversa da quella della caviglia e viceversa.
Un trauma può generare delle lesioni che possono essere limitate al tessuto stesso o coinvolgere l’osso spongioso sottostante. In questo ultimo caso parleremo di lesione osteocondrale che spesso associata ad edema osseo, genera anche forte dolore. Altri sintomi che si riscontrano dopo la lesione della cartilagine sono gonfiore e riduzione del movimento e si riscontrano più acutamente in fase di carico cioè camminando o stando in piedi.

Come curare le lesioni della cartilagine ed osteocondrali? E’ necessario ricorrere alla protesi?

Dopo aver eseguito una visita medica specialistica e un attento studio della biologia della lesione mediante risonanza magnetica, mediante TAC per comprendere le reali dimensioni dell’eventuale lesione e una radiografia eseguita in carico, per studiare la biomeccanica della lesione, potrai analizzare con il tuo medico tutte le possibilità di cura.
Fortunatamente, l’Italia è all’avanguardia nella ricerca e nella cura del trattamento delle lesioni della cartilagine ed osteocondrali e molto spesso il ricorso all’impianto di un protesi, non è la soluzione praticata solitamente nei soggetti più giovani. L’impianto di una protesi è consigliato, infatti, per pazienti di età avanzata, dove rigenerazione dei tessuti è più lenta e non vi è alternativa di intervento.

lesioni cartilagineIl presidio biologico per stimolare la rigenerazione la cartilagine

Di recente è nata una nuova procedura chirurgica, sviluppata e nata in Italia, che rigenera questo tessuto così prezioso. Si tratta di un presidio biologico composto di nanostrutture complesse, tessuti artificiali estremamente sofisticati che vengono inseriti nella lesione articolare ed attirano le cellule staminali le quali sono in grado dì differenziarsi e produrre nuova cartilagine e nuovo osso sottostante.
In questo modo il tessuto viene rigenerato e la lesione guarita in modo naturale.

La ricerca ha fatto così passo avanti non indifferente permettendo la riparazione di un tessuto, la cartilagine, che per decenni è stata una vera e propria sfida per i chirurghi di mezzo mondo.  E la riabilitazione? Dopo l’intervento inizia un percorso finalizzato innanzitutto alla rieducazione articolare, quindi al recupero completo delle funzionalità di flessione ed estensione e delle capacità di movimento.
Al termine del percorso riabilitativo tutte le funzionalità articolari sono completamente recuperate.
Guarda il video sottostante: una ballerina racconta la sua storia…..

 

 

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Redazione Digital
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