I benefici del raw food

I benefici del raw food

Tra le mode alimentari che hanno preso piede negli ultimi anni, quella del raw food è una delle più interessanti per le implicazioni di carattere economico e sanitario che la caratterizzano. Quando si parla di raw food si fa riferimento al crudismo, vale a dire alla scelta di privilegiare alimenti crudi, o – per usare un’espressione ancora più precisa – cibi vivi. Chiaramente, non si tratta di mangiare animali vivi, ma di optare per cibo il cui potenziale energetico e vitaminico non è stato alterato o compromesso da un procedimento di cottura.

Il raw food è una moda recente, ma è sin troppo evidente intuire che l’uomo l’ha messa in pratica sin dai tempi più antichi: prima della scoperta del fuoco l’umanità non poteva che nutrirsi con ortaggi e frutti rigorosamente crudi. Gli esperti sono abbastanza concordi nel ritenere che il cibo cotto ha un potere nutritivo più basso rispetto a quello crudo, in alcuni casi addirittura dimezzato. Chi sceglie la cucina crudista lo fa per intraprendere una dieta ricca di sostanze nutritive e di fibre, evitando i grassi intossicati e gli zuccheri complessi. Insomma, non si sceglie il raw food per perdere peso, anche perché il regime nutrizionale che ne deriva è ben equilibrato.

Il principio fondamentale del crudismo è rappresentato dall’evitare le cotture, così che la struttura chimica degli alimenti non possa essere modificata: le alte temperature, infatti, snaturano le proteine e hanno l’effetto di ossidare i grassi naturali. Ecco perché si ritiene che il raw food sia una medicina perfetta contro l’invecchiamento, dal momento che permette alle vitamine di non disperdersi e agli enzimi di rimanere integri. Si può intuire facilmente che quasi tutte le ricette crudiste si basano sulla frutta e sulla verdura, con una particolare attenzione verso la verdura a foglie verdi. Anche i semi e le noci giocano un ruolo importante, ma la carne non è esclusa a priori.

Ciò che conta è trattare ogni alimento con cura, evitando di sbucciare la frutta ogni volta che ciò è possibile e usando un tagliaverdura professionale per gli ortaggi. Non è previsto un limite dal punto di vista quantitativo, anzi: spesso nel corso di una giornata gli adepti del raw food arrivano a consumare fino a 5 o 6 pasti, tenendo presente che gli alimenti assunti sono quasi sempre poco zuccherini e poco calorici.

Attenzione, però: chi fosse interessato a questa pratica non deve commettere l’errore di avviare una dieta crudista in maniera improvvisa, da un giorno all’altro. C’è bisogno, invece, di gradualità, per consentire al corpo di disintossicarsi in modo progressivo; in caso contrario si corre il rischio che l’organismo ne risenta e che si indebolisca, con sintomi come la diarrea, la debolezza, la nausea, il raffreddore o il mal di testa.

Redazione
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