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Filler con acido ialuronico è davvero l’unica soluzione? Parla l’esperto in chirurgia estetica

Filler con acido ialuronico è davvero l’unica soluzione? Parla l’esperto in chirurgia estetica

Tra i trattamenti di medicina estetica è quello più gettonato.
Ma attenzione esistono valide alternative non volumizzanti e senza controindicazioni ugualmente efficaci

Quando si pensa alla medicina estetica e ai mini-trattamenti non invasivi come i filler di acido ialuronico inevitabilmente pensiamo che questa molecola 8e la mano sapinete del chirurgo) possa risolvere ogni piccolo inestetismo del volto, dalle rughe naso-labiali alle labbra fino agli zigomi.

Filler di acido ialuronico: parla l’esperto

«Di per sé danni non ne fa, ma ha avuto negli anni un impiego esageratamente largo e molti dei risultati poco piacevoli che si vedono in giro derivano proprio da questo utilizzo oserei dire smodato »

dott. Giulio Borbon, chirurgo e medico estetico, fondatore e coordinatore scientifico di Studio Borbon

 

I filler con ialuronico sono i trattamenti più diffusi e conosciuti ma è bene chiarire che non sono tutti uguali e differiscono sopratutto per la zona che si sceglie di trattare.

«Tutti hanno la caratteristica di richiamare molta acqua dunque se utilizzati in maniera sbagliata possono produrre effetti innaturali.
Occorre innanzitutto saper utilizzare lo ialuronico, per dare una giusta proiezione: è perfetto per chi ha uno zigomo assorbito o poco pronunciato e per dare sostegno alla zona che va proiettata tridimensionalmente.
Nelle altre parti del volto, come quella inferiore, linea mandibolare, guancia e rughe nasolabiali, esistono filler alternativi all’acido ialuronico».

Quali sono le alternative al filler di ialuronico?

«Molto usato negli Stati Uniti, è il Radiesseun long lasting filler che dura più a lungo, dai sei a i diciotto mesi, contro i quattro o sei dello ialuronico e che come principio attivo utilizza idrossiepatite di calcio, materiale utilizzato in chirurgia ricostruttiva e dal forte potere stimolante del collagene, racchiuso in una soluzione gel. 
A differenza dello ialuronico non richiama acqua nell’epidermide, quindi non gonfia e si può iniettare in tutte quelle zone del viso in cui bisogna distendere: guance, innanzitutto ma anche le mani, perché mima il grasso del tessuto.
Ha una prima azione filler, dunque volumizzante e poi con il passare dei mesi viene sostituito dal collagene prodotto dallo stesso paziente, stimolando la collagenesi.
In un un secondo momento ha un effetto liftante, molto naturale, sia nella fase statica che dinamica, cioè quando il paziente ride o parla».

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«Certo, il radiesse poi viene iniettato più in profondità rispetto allo ialuronico quindi non c’è alcun tipo di fotosensibilizzazione o problema con calore e luce solare».

La pelle necessita di cure particolari o il trattamento abituale può bastare?

«Il trattamento normale può bastare, non creandosi nemmeno lividi.

Meglio di così?

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