Finalmente si parla di sessualità femminile. Da sempre mistificata sotto le lenzuola, ha le sue problematiche e le sue disfunzionalità ed obbliga alle sue cure: mirate, competenti e specialistiche.

Negli anni Novanta del ventesimo secolo, i ricercatori Erick Janssen e John Bancroft del Kinsey Institute for Research in Sex, Gender, and Reproduction (“Istituto Kinsey per le Ricerche su Sesso, Genere e Riproduzione”) hanno elaborato il “modello del duplice controllo”, affermando che il meccanismo cerebrale della risposta sessuale è sempre costituito da due componenti: un acceleratore e un freno e tali componenti reagiscono a un’ampia varietà di stimoli sessuali, tra cui le sensazioni a livello genitale, la stimolazione visiva e il contesto emotivo. E la sensibilità di ciascun componente cambia da persona a persona.

Secondo questo modello, l’eccitazione e il desiderio sessuale sono esperienze pressoché universali ma il momento e il modo in cui le viviamo dipendono in gran parte dalla sensibilità dei nostri “freni” e del nostro “acceleratore” e dal tipo di stimolazione che subiscono. Nella donna (più che nell’uomo), desiderio ed eccitazione dipendono tutti da un unico generatore, il cervello. Se l’organo sessuale per eccellenza funziona bene, il ciclo desiderio, eccitazione e orgasmo segue un ritmo fisiologico. 
Non sempre però tutto va come vorremmo.

Quali sono le più frequenti cause di diminuzione del piacere femminile?

Chi soffre di disturbi psichiatrici, tra cui ansia e depressione, è più frequentemente a rischio di disfunzioni sessuali come il decremento della libido. Alcuni studi stimano che ne soffre tra il 20 e il 35% delle donne fertili e tra il 55 e il 65% di quelle in menopausa (fino all’80% in caso di menopausa chirurgica). Si va da un semplice “calo del desiderio” (con una prevalenza generale intorno al 45%) fino al Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo (prevalente nel 10%), in cui fantasie e desiderio sono insufficienti o addirittura assenti.

Quali sostanze potrebbero funzionare per la donna? Gel stimolanti o integratori sessuali? 

L’alternativa ai rischi dell’assunzione di un integratore sessuale, il cui dibattito sui rischi per la salute è ancora aperto, arriva da un’emulsione-gel con l’aminoacido L-Arginina che aumenta la capacità di vascolarizzazione locale e l’idratazione cutanea, rendendo le piccole e grandi labbra più morbide e piacevoli al tatto. La vasodilatazione aumenta la sensibilità, quindi la possibilità di ottenere sensazioni orgasmiche. Sul desiderio ha un effetto indiretto, in quanto incrementa il feedback dell’organo sessuale per eccellenza, il cervello.

È una sorta di trattamento di bellezza per parti intime, senza rischi per la salute. Lo mette in commercio LoveLab, azienda tutta italiana, che ha puntato sulla produzione di “cosmetici per la coppia” di grande qualità, basati di brevetti e sperimentazioni italiane.

Il desiderio sessuale costituisce senza dubbio la dimensione più sfuggente della sessualità umana. Il suo calo, spesso difficilmente analizzabile e quantizzabile, può essere una disfunzione che funge da copertura a tante altre problematiche psichiche, fisiche o relazionali; può anche essere il campanello d’allarme che sancisce un processo separativo in corso della coppia in crisi.

Inizia ad ascoltarlo, assecondarlo e non medicalizzarlo. Inizia a parlare di amore, perchè è difficile parlare di desiderio senza parlare di amore.

 

 

Buzzoole

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